SANITÀ. ARRESTO CARDIACO, LE AZIENDE SANITARIE FERRARESI: “INTERVENIRE SUBITO PUÒ SALVARE UNA VITA”
Riconoscere un arresto cardiaco, chiamare immediatamente i soccorsi e iniziare le manovre di rianimazione può fare la differenza tra la vita e la morte. È il messaggio lanciato dalle Aziende Sanitarie ferraresi in occasione della Giornata Mondiale della Rianimazione Cardiopolmonare, in programma venerdì 16 ottobre 2026, per sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle manovre salvavita, della diffusione dei defibrillatori e della partecipazione attiva dei cittadini nelle emergenze.
L’arresto cardiaco può verificarsi a qualsiasi età e in qualsiasi luogo, spesso senza segnali premonitori. Quando il cuore smette di pompare sangue in modo efficace, il cervello e gli altri organi non ricevono ossigeno a sufficienza e, senza un intervento tempestivo, le possibilità di sopravvivenza diminuiscono rapidamente.
I dati del Sistema di Emergenza Territoriale 118 dell’Azienda USL di Ferrara mostrano la portata del fenomeno. Nel 2023, nella provincia di Ferrara, sono stati registrati 602 arresti cardiocircolatori, con 43 rianimazioni efficaci, pari al 7,1%. Nel solo Comune capoluogo gli episodi sono stati 178, con 14 rianimazioni efficaci.
Considerando esclusivamente gli eventi verificatisi in luoghi pubblici, in provincia sono stati registrati 58 casi, mentre a Ferrara città sono stati 24.
Questi dati riguardano l’efficacia delle manovre rianimatorie e non necessariamente la sopravvivenza alla dimissione ospedaliera. Evidenziano comunque quanto sia importante intervenire rapidamente, anche grazie al supporto telefonico degli operatori del 112 e del 118, che possono guidare i cittadini nelle compressioni toraciche e nell’utilizzo di un defibrillatore.
«La necessità di non attendere passivamente l’arrivo dell’ambulanza, ma di attivare immediatamente la catena dei soccorsi», sottolinea il dottor Daniele Cariani, direttore dell’Unità Operativa di Medicina d’Urgenza dell’Azienda USL di Ferrara. L’Azienda organizza inoltre corsi di primo soccorso rivolti alla popolazione e agli operatori non sanitari, formando ogni anno centinaia di persone.
Dal 2023 l’Azienda USL aderisce al progetto “Ferrara città cardioprotetta”, sviluppato con il Comune e il Sistema di Emergenza Territoriale 118 per aumentare la disponibilità dei defibrillatori, aggiornarne la mappatura e verificarne periodicamente il funzionamento.
La rete provinciale comprende oltre 600 defibrillatori automatici esterni (DAE), collocati in luoghi frequentati come scuole, università, stazioni, supermercati, uffici pubblici e strutture sportive. A disposizione dei cittadini c’è anche l’applicazione DAE RespondER, che permette di allertare persone disponibili a intervenire nelle vicinanze di un’emergenza. Sono circa 1.400 i cittadini registrati come DAE First Responder.
Il sistema è stato ulteriormente potenziato attraverso finanziamenti regionali e nazionali. Nel marzo 2025 sono stati consegnati 66 defibrillatori e 44 teche a diverse realtà del territorio, tra cui forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, strutture pubbliche e centri ricreativi. Successivamente sono stati aggiunti altri 15 dispositivi e sette teche.
La gestione dell’arresto cardiaco prosegue anche dopo le prime manovre di soccorso, con accertamenti e trattamenti specialistici per individuare le cause dell’evento e ridurre il rischio di nuove complicanze.
Le strutture dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e dell’Azienda USL lavorano in modo integrato attraverso Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione, Cardiologie ed Elettrofisiologia.
La dottoressa Chiara Pesci, direttrice della Medicina di Emergenza Urgenza dell’Ospedale di Cona, evidenzia il ruolo della tempestività e della presenza di personale sanitario preparato, defibrillatori immediatamente disponibili e monitoraggio costante dei pazienti critici, elementi che possono favorire la sopravvivenza e ridurre il rischio di danni neurologici.
Un ruolo importante è svolto anche dalle Cardiologie degli ospedali di Cento e Cona, impegnate nella gestione delle aritmie, nella prevenzione cardiovascolare e nei trattamenti specialistici, compreso l’impianto di defibrillatori cardiaci quando indicato.
Il professor Gianluca Campo, responsabile del Laboratorio Unico di Emodinamica Provinciale, richiama inoltre l’attenzione sui sintomi che possono far sospettare un infarto: «Bisogna chiamare subito il 118 o il 112 e non raggiungere l’ospedale con mezzi propri». Un infarto, infatti, può evolvere improvvisamente in arresto cardiaco e il personale di soccorso può iniziare il trattamento già sul posto, attivando il percorso ospedaliero più appropriato.
L’importanza della prevenzione emerge anche da uno studio europeo pubblicato nel 2026 sulla rivista The Lancet Regional Health – Europe, al quale ha partecipato il professor Matteo Bertini dell’Università di Ferrara. La ricerca ha analizzato oltre 2,5 milioni di decessi attribuiti a morte improvvisa in 26 Paesi europei tra il 2010 e il 2020, rilevando un aumento medio annuo del 2,9% del tasso di mortalità standardizzato per età, con differenze tra le diverse aree geografiche.
I risultati rafforzano la necessità di investire nella prevenzione cardiovascolare e nella diffusione delle competenze salvavita.
In questa direzione si inserisce FEel Better, progetto previsto nel territorio ferrarese per il 2027 e coordinato da Nicola Bianchi, caposervizio del Carlino Bologna. Il percorso prevede due incontri con i cittadini, il 13 e il 20 marzo, dedicati ai benefici dell’attività fisica per la salute cardiovascolare, alla morte improvvisa, allo screening, al massaggio cardiaco e all’uso del defibrillatore. Il 17 aprile si concluderà con una corsa-camminata non competitiva, aperta anche alle persone con disabilità.
In Italia si stimano circa 60.000 arresti cardiaci improvvisi ogni anno. Circa il 70% degli eventi extraospedalieri si verifica nelle abitazioni private.
Se una persona perde conoscenza e non respira normalmente, è fondamentale:
- Chiamare immediatamente il 112 o il 118, seguendo le indicazioni dell’operatore.
- Iniziare le compressioni toraciche, senza attendere passivamente l’arrivo dell’ambulanza.
- Utilizzare un defibrillatore DAE appena disponibile, seguendo le istruzioni vocali del dispositivo.
La rianimazione cardiopolmonare aiuta a mantenere una circolazione sanguigna parziale in attesa dei soccorsi, mentre l’utilizzo precoce del defibrillatore può ripristinare un ritmo cardiaco efficace in determinati tipi di arresto.
Il messaggio delle Aziende Sanitarie ferraresi è chiaro: la catena della sopravvivenza comincia dalle persone presenti accanto a chi sta male. Imparare a riconoscere l’emergenza e conoscere le manovre salvavita significa poter contribuire concretamente a salvare una vita.



