GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALLA SEPSI. L’IMPEGNO DELLE TERAPIE INTENSIVE FERRARESI NELLA PREVENZIONE
La Giornata Mondiale della Lotta alla Sepsi rappresenta un importante momento di sensibilizzazione su una delle condizioni più gravi che il sistema sanitario è chiamato ad affrontare. Nello specifico, si tratta di una condizione potenzialmente letale causata da una risposta disregolata dell’organismo a un’infezione, associata a disfunzione d’organo. La sua evoluzione può essere rapida, imprevedibile e, nei casi più gravi, può condurre allo shock settico. Per questi motivi, la sepsi deve essere considerata una vera emergenza clinica, in cui è di fondamentale importanza il riconoscimento tempestivo e l’inizio precoce di un trattamento appropriato. La lotta alla sepsi, infatti, inizia prima che questa si manifesti. La prevenzione delle infezioni rappresenta una componente essenziale della sicurezza del paziente.
Igiene delle mani, corretta gestione dei cateteri vascolari e urinari, appropriatezza nell’utilizzo dei dispositivi invasivi, tecniche asettiche, prevenzione delle polmoniti associate alla ventilazione e applicazione dei protocolli di prevenzione costituiscono strumenti fondamentali. Ogni dispositivo invasivo deve essere utilizzato quando necessario, gestito correttamente e rimosso non appena non sia più indispensabile.
La Terapia Intensiva rappresenta uno dei luoghi principali in cui vengono trattati i pazienti con sepsi grave e shock settico. In questo ambiente vengono accolte persone con una o più insufficienze d’organo, spesso in condizioni di estrema vulnerabilità e frequentemente affette da patologie concomitanti.
Il paziente settico può presentare alterazioni a carico di diversi organi e apparati. La complessità di questi pazienti richiede un monitoraggio continuo, una valutazione clinica dinamica e la capacità di modificare rapidamente il trattamento sulla base dell’evoluzione delle condizioni cliniche.
In Terapia Intensiva, quindi, la gestione della sepsi non consiste in un singolo intervento, ma in un percorso assistenziale complesso e multidisciplinare. Uno degli aspetti fondamentali è la tempestività. Il deterioramento di un paziente può avvenire in un arco di tempo molto breve. Non esiste un unico segno capace di identificare da solo tutti i pazienti con sepsi. La diagnosi richiede ragionamento clinico, valutazione globale e rivalutazione continua.
In campo pediatrico, invece, la sepsi ha un’incidenza di 1-4 casi ogni 1000 bambini, ed è gravata da una un’elevata mortalità. Fondamentale è iniziare una terapia antibiotica a largo spettro entro 3 ore dalla presenza dei sintomi.
Nella realtà ferrarese, la Sepsi pediatrica è fortunatamente un evento raro, che ha principalmente genesi addominale (da quadri peritonitici) o respiratoria (polmoniti), con prognosi fortunatamente buona se le cure sono precoci. Molto grave, e legata a prognosi generalmente infausta, è la forma meningoencefalitica batterica fulminante. Si tratta di una forma fortunatamente rara.


