SCELTO IL NOME DEL NUOVO PARCO NELLA ZONA EST: VINCE FOLCO QUILICI
Si è concluso il percorso partecipato promosso dal Comune di Ferrara per scegliere il nome del nuovo grande parco nella zona Est della città, finora indicato provvisoriamente come “Central Bosc”. La consultazione online ha suscitato grande interesse, raccogliendo 777 voti in un mese: con oltre il 50% delle preferenze, è stato scelto il nome di Folco Quilici.
La scelta rende omaggio alla storia di Folco Quilici (1930-2018), illustre ferrarese e pioniere della divulgazione naturalistica a livello internazionale. Regista, scrittore e saggista, Quilici ha segnato la storia del documentarismo italiano, a partire dai filmati subacquei come “Sesto continente”, fino alle memorabili serie televisive dedicate all’Italia vista dall’alto e ai grandi fiumi del pianeta.
“Tra le nostre proposte di cittadini ferraresi illustr è sicuramente quella più adatta all’opera. Central Bosc, o meglio, il parco Folco Quilici sarà un vero e proprio laboratorio di biodiversità. Il parco conta decine di essenze vegetali diverse, compresi alberi da frutto, oltre ad un bacino allagabile, questo lo rende non solo un’infrastruttura fondamentale per la città, ma un vero e proprio ecosistema. Sono felice che porterà il nome di un grande documentarista come Folco Quilici, che ha dedicato la sua vita alla natura e ai suoi equilibri”, esordisce il Vicesindaco di Ferrara con delega all’Ambiente Alessandro Balboni.
Situato in via Caldirolo, il parco si sviluppa su un’area di ben 5,5 ettari ed è stato realizzato grazie a un investimento di circa 1,38 milioni di euro, finanziato in larga parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e cofinanziato dal Comune di Ferrara. Con la messa a dimora di quasi 4.500 piante tra alberi e arbusti, l’opera non si configura soltanto come un polmone verde, ma come una vera e propria infrastruttura “verde e blu” all’avanguardia. Il parco è infatti dotato di sensoristica digitale e centraline intelligenti in grado di monitorare in tempo reale i dati sul microclima urbano e la qualità dell’aria, trasformando l’area in un laboratorio smart a cielo aperto per l’adattamento ai cambiamenti climatici.



