CULTURA. COMUNE DI FERRARA COME STAZIONE APPALTANTE PER IL RESTAURO DELL’EX REFETTORIO DEL CONVENTO SANTA MARIA IN VADO
Nel pomeriggio del 14 luglio 2026 è stato assegnato ufficialmente al Comune di Ferrara il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore di intervento del restauro dell’ex Refettorio del Convento di Santa Maria in Vado.
All’incontro per la firma e la presentazione del Disciplinare, tenutosi a Palazzo Schifanoia, sono intervenuti l’assessore alla Cultura e Beni monumentali del Comune di Ferrara Marco Gulinelli, la dirigente della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna Francesca Tomba, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Gian Carlo Perego e l’amministratore parrocchiale della Parrocchia di Santa Maria in Vado Don Andrea Zerbini.
Il complesso monumentale, comprendente la Basilica e il Convento di Santa Maria in Vado a Ferrara, è di proprietà della Parrocchia dell’Annunciazione di Maria Santissima di Santa Maria in Vado, mentre i due chiostri sono stati concessi in enfiteusi al Comune di Ferrara, che ne detiene il diritto reale di godimento.
L’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio ha già utilizzato i fondi post-sisma per recuperare e ristrutturare la chiesa e gran parte del primo chiostro, ma ha poi richiesto nel 2021 al Ministero della Cultura un finanziamento per intervenire anche nel secondo chiostro, o “ex Refettorio”.
Il MIC ha inserito l’intervento nel “Piano Strategico ‘Grandi Progetti Beni Culturali’ Programmazione ulteriori risorse annualità 2021, 2022 e 2023″ (con D.M. 14 febbraio 2022 n. 60), tuttavia per utilizzare i fondi MIC è necessario essere una stazione appaltante qualificata.
L’Arcidiocesi, non avendo tali caratteristiche, ha concordato con le parti (Soprintendenza, Comune, Arcidiocesi e Parrocchia) che il ruolo di appaltante sarà assolto dal Comune di Ferrara, tramite la sottoscrizione di un apposito disciplinare.
“Santa Maria in Vado è non solo un luogo di culto di grande valore, ma anche un complesso interessantissimo dal punto di vista architettonico e storico, custode di una grande ricchezza di testimonianze artistiche e di devozione. Con questo nuovo intervento, che potrà contare sul finanziamento ministeriale di 2 milioni di euro, sarà possibile restituire alla città una nuova porzione restaurata del complesso, grazie anche alla sinergia che si è creata fra le diverse parti coinvolte e che rappresenta un bellissimo esempio di lavoro corale per la realizzazione di un intervento così importante per Ferrara” afferma in merito la dirigente della Soprintendenza Francesca Tomba.



