TURISMO. I NUMERI NEL FERRARESE CRESCONO: AUMENTANO PERNOTTAMENTI E PRESENZE
I primi dati del 2026 restituiscono un quadro incoraggiante per il turismo ferrarese. Ferrara chiude il primo semestre con un incremento del 4,3% dei pernottamenti, mentre Comacchio registra a giugno circa 703 mila presenze complessive, in crescita del 5,24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I numeri del turismo crescono e confermano la grande capacità attrattiva del territorio ferrarese, ricco e diversificato. Ora bisogna trasformare i numeri in valore per le imprese e, di conseguenza, per tutto il territorio. Per raggiungere questo obiettivo, bisogna concepire Ferrara e la sua provincia come un’unica destinazione. Anche il commercio può dare un importante contributo a questo obiettivo grazie a progetti innovativi come gli Hub urbani e di Prossimità recentemente finanziati dalla Regione Emilia-Romagna.
Per CNA la priorità è rafforzare il collegamento tra le diverse anime dell’offerta provinciale, superando una logica che promuove città, costa ed entroterra come prodotti separati. «Ferrara, Comacchio, i Lidi e il Delta del Po non possono essere considerati mondi distinti. La nostra forza è offrire, nel raggio di pochi chilometri, patrimonio UNESCO, mare, natura, cultura, enogastronomia, cicloturismo, eventi, commercio e artigianato. Dobbiamo trasformare questa ricchezza in una proposta integrata: semplice da conoscere, da acquistare e da vivere» sottolinea D’Andrea Ricchi, presidente di CNA Turismo e Commercio Ferrara. «Ferrara ha costruito un calendario di eventi di qualità che sta dando risultati notevoli, e non solo in termini di pernottamenti: c’è un ritorno concreto per le attività commerciali. È un percorso che sarebbe utile estendere anche a Comacchio e ai Lidi, valorizzando le rispettive identità».
Occorre quindi lavorare sulla durata del soggiorno e sulla capacità di generare spesa sul territorio. «Un turista che arriva, visita una mostra o trascorre poche ore in una località, ma non trova occasioni per prolungare la permanenza, è un’opportunità sfruttata solo a metà – spiega D’Andrea Ricchi –. Dobbiamo creare le condizioni perché si fermi: mangi nei nostri ristoranti, frequenti bar e pubblici esercizi, entri nei negozi e nelle botteghe, acquisti prodotti e servizi, scopra le altre parti della provincia. È così che la crescita dei numeri diventa ricchezza distribuita».
Il presidente lancia però un richiamo alla prudenza: «I buoni progetti e i buoni risultati non devono generare rilassamento. I mercati sono sempre più competitivi, e per questo diventa determinante aumentare gli investimenti in promozione e comunicazione, comunicando bene tutto l’anno, non solo nei mesi di punta».
Da qui l’appello finale: «Serve trovare le risorse per strutturare un programma di promozione, comunicazione ed eventi di primo livello, capace di posizionare Ferrara e il suo territorio all’altezza delle migliori destinazioni italiane. La materia prima – attrattività, patrimonio, accoglienza – la abbiamo già: ora va messa a sistema e raccontata come merita».


