SANITÁ. “NESSUNO SI RISVEGLIA DA SOLO”, A FERRARA LA CURA DOPO IL COMA È UN PERCORSO CHE CONTINUA NEL TEMPO
“Nessuno si risveglia da solo” è il messaggio scelto per la 28ª Giornata nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma “Vale la pena” e la 12ª Giornata europea dei Risvegli, che si celebrano mercoledì 7 ottobre 2026. L’iniziativa richiama l’attenzione sui diritti e sui bisogni delle persone con esiti di coma e Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) e delle loro famiglie.
A Ferrara un punto di riferimento è l’Unità Operativa Gravi Cerebrolesioni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, diretta dalla dottoressa Susanna Lavezzi e centro Hub regionale della rete GRACER, dedicata alla riabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite. La struttura è impegnata da oltre 40 anni nella presa in carico dei pazienti con grave danno cerebrale, con percorsi personalizzati finalizzati al recupero della coscienza e al raggiungimento del massimo livello possibile di autonomia.
Una grave cerebrolesione può essere provocata, tra le altre cause, da trauma cranico, emorragia cerebrale, carenza di ossigeno, infezioni del sistema nervoso centrale o patologie tumorali. Il risveglio dal coma non coincide necessariamente con la conclusione delle cure: possono infatti rimanere disturbi della coscienza e compromissioni motorie, cognitive, comunicative e relazionali.
Per questo la presa in carico è multiprofessionale e coinvolge fisiatri, fisioterapisti, infermieri, logopedisti, operatori socio-sanitari e psicologi, insieme agli altri specialisti necessari. Per ogni paziente viene elaborato un Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), condiviso con la famiglia e adattato all’evoluzione delle condizioni cliniche.
Ogni anno l’UGC di Ferrara accoglie oltre 30 persone con gravissimo disturbo di coscienza, provenienti dalla Rianimazione dell’Ospedale di Cona, da altre strutture dell’Emilia-Romagna e anche da altre regioni. Per i pazienti ricoverati a Ferrara, la riabilitazione può iniziare già pochi giorni dopo l’evento, attraverso programmi precoci di intervento respiratorio e motorio e attività finalizzate al recupero della coscienza.
Grande attenzione viene riservata anche alla ricerca e all’innovazione, con la partecipazione a progetti nazionali e internazionali e l’utilizzo, quando indicato, di tecniche come:
- tDCS, la stimolazione elettrica transcranica a corrente diretta;
- sistemi robotizzati per il recupero del movimento;
- trattamenti di stimolazione multisensoriale;
- strumenti specifici per la valutazione dei disturbi della coscienza.
Il percorso non si conclude con la dimissione. In provincia di Ferrara è attiva una rete assistenziale dedicata alle persone con gravissima disabilità e disturbo di coscienza, con particolare attenzione alla domiciliarità. Attualmente sono oltre 30 i pazienti con esiti di stato vegetativo e stato di minima coscienza presi in carico sul territorio, prevalentemente a domicilio o, in alcuni casi, nelle strutture residenziali.
Fondamentale è quindi il collegamento tra ospedale e territorio, rafforzato anche attraverso la Centrale Operativa Territoriale (COT) di Ferrara e la telemedicina, che consente di mantenere il rapporto con i centri specialistici e monitorare nel tempo l’evoluzione delle condizioni dei pazienti.
È inoltre in fase di realizzazione un PDTA interaziendale dedicato alle gravi cerebrolesioni, con l’obiettivo di rendere più uniforme e sicura la presa in carico dalla fase acuta fino alla gestione degli esiti, coinvolgendo sanità, servizi sociali, scuola e mondo del lavoro.
Al centro rimangono sempre anche famiglie e caregiver, accompagnati e formati durante tutto il percorso, dalla Rianimazione fino al possibile rientro a domicilio.
Il messaggio “Nessuno si risveglia da solo” riassume così l’obiettivo della giornata: ricordare che il recupero dopo una grave cerebrolesione è un percorso lungo e complesso, che richiede continuità assistenziale, competenze diverse e una rete capace di sostenere non solo la persona colpita, ma anche chi le sta accanto.


