FABRIZIO PLESSI: L’ADDIO DI FERRARA AL PIONIERE DELLA VIDEOARTE
È morto all’età di 86 anni Fabrizio Plessi, grande pioniere della videoarte di fama internazionale, protagonista di un lungo e profondo legame con Ferrara. Proprio dalla città estense, considerata una delle capitali della videoarte, prese avvio la sua ricerca, grazie anche alla collaborazione con il Centro Video Arte. Ferrara oggi lo ricorda e lo saluta.
“Fabrizio Plessi rappresenta con chiarezza quanto Ferrara sia stata importante per la videoarte e quanto la nostra città abbia saputo, in più epoche storiche, costruire una propria dimensione culturale e artistica, dando spazio e voce alla grande arte. Dalla nostra città era partita la ricerca di Plessi e ora gli archivi comunali custodiscono il frutto di quel percorso straordinario, che ha contribuito a creare un nuovo linguaggio per l’arte contemporanea. Un linguaggio che fa parte del patrimonio delle Gallerie d’arte moderna e contemporanea di Ferrara e che potrà trovare di nuovo voce con la grande riapertura di Palazzo Massari”, ha ricordato il sindaco Alan Fabbri.
Nel corso della sua vita, Plessi ha instaurato una forte collaborazione con la città estense, inizialmente legata all’attività espositiva curata da Franco Farina a Palazzo dei Diamanti e al Centro Attività Visive, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.
L’esordio ferrarese di Plessi risale alla metà degli anni Sessanta, quando il suo lavoro era ancora legato alla pittura e al disegno e figura nella mostra Prospettive I (1966), a cura di Enrico Crispolti e Giorgio Di Genova. Nei primi anni Settanta torna a Ferrara, dove nel 1972 e nel 1974 presenta le sue ricerche concettuali, sempre più orientate verso il superamento dei tradizionali mezzi della pittura.
Nel 1973 Lola Bonora inaugura il Centro Video Arte, struttura pionieristica e unica nel panorama museale italiano, dotata dei mezzi necessari per realizzare video-interviste agli artisti e vere e proprie opere video. È qui che Plessi avvia la sua ricerca sul video come mezzo espressivo: nel 1974, insieme al Centro, realizza Acquabiografico e Travel, opere che esplorano le possibilità del nuovo linguaggio e il rapporto con l’elemento acquatico, tema centrale della sua produzione.
Nel corso degli anni Settanta, anche grazie all’apertura di nuovi spazi a Ferrara come la Sala Polivalente, le produzioni di Plessi diventano progressivamente più complesse, con i monitor che entrano a far parte delle performance. Nel 1981, sempre grazie alla produzione del Centro Video Arte, nasce Arco liquido, la prima videoscultura dell’artista. L’anno successivo, nella Sala Polivalente, Plessi presenta Liquid Gravity Center, la sua prima videoinstallazione, portando l’immagine elettronica a dialogare direttamente con lo spazio e con l’esperienza del pubblico.
Il percorso artistico di Plessi lo porterà negli anni successivi a esporre nei principali musei e nelle più importanti manifestazioni internazionali, fino a rappresentare l’Italia alla 42ª Biennale di Venezia nel 1986 e ad affermarsi come uno dei più importanti interpreti della videoarte contemporanea.
Fino all’inizio degli anni Novanta, il Centro Video Arte sostiene la realizzazione di produzioni ambiziose e innovative, tra cui Roma, presentata a Documenta a Kassel nel 1987, e Tempo Liquido, realizzata al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nel 1990. Parallelamente, la struttura ferrarese promuove la cultura del video attraverso festival, rassegne e collaborazioni con importanti musei e istituzioni internazionali.
Questo prezioso patrimonio si è sedimentato a Ferrara in un vasto archivio di cui il lavoro di Plessi rappresenta il nucleo più esteso. Negli ultimi anni il materiale è stato restaurato e schedato a cura del Comune di Ferrara, in collaborazione con l’Università di Udine e grazie al sostegno della Fondazione Giuseppe Pianori.
Il patrimonio potrà trovare nuova valorizzazione nelle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara (GAMC), con la prossima riapertura di Palazzo Massari e la nuova sezione dedicata alla videoarte prevista nel percorso museale dell’edificio, al termine dell’intervento di restauro post-sisma.
Nella foto: Gianni Toti, Lola Bonora, Fabrizio Plessi e Janus, dicembre 1984
Ferrara, © GAMC, foto Marco Caselli Nirmal



