SANITÀ. GIORNATA MONDIALE CONTRO L’EPATITE: L’IMPEGNO DELLE AZIENDE SANITARIE FERRARESI TRA PREVENZIONE, DIAGNOSI E CURA
Anche quest’anno il 28 luglio si celebra la Giornata mondiale contro l’Epatite, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2010 nella ricorrenza della nascita del ricercatore Baruch Blumberg, premio Nobel per aver identificato il virus dell’epatite B (HBV) e sviluppato il primo vaccino anti-HBV.
La giornata rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della diagnosi precoce, dell’accesso alle cure e della prevenzione. Le Aziende sanitarie ferraresi rinnovano il proprio impegno quotidiano nel contrasto alle epatiti virali, in linea con l’obiettivo indicato dall’OMS di eliminare le epatiti virali B, Delta e C entro il 2030.
Secondo le stime dell’OMS, solo il 10% delle persone con epatite B cronica riceve una diagnosi e una quota ancora più ridotta accede alle cure. I progressi compiuti negli ultimi anni sono stati numerosi, dalla scoperta dei virus HBV, delta e HCV allo sviluppo di vaccini, test diagnostici sempre più efficaci e terapie sicure.
Nelle Aziende sanitarie ferraresi la lotta alle epatiti si basa su una rete multidisciplinare che coinvolge diversi specialisti e servizi del territorio e dell’Ospedale di Cona. Dal 2022, il programma regionale di screening per l’eradicazione dell’epatite C ha consentito di rafforzare la diagnosi precoce dell’infezione e di promuovere una maggiore informazione sulle modalità di trasmissione dei virus.
Per i pazienti con forme croniche o avanzate di malattia sono attivi percorsi dedicati che garantiscono diagnosi, trattamento e monitoraggio attraverso ambulatori epatologici e infettivologici presenti sul territorio e presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. Gastroenterologia e Malattie infettive rappresentano punti di riferimento regionali per le terapie contro l’epatite C e l’epatite Delta.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai soggetti più fragili e alle popolazioni maggiormente esposte al rischio di contagio, attraverso programmi di screening, collaborazione con i Servizi per le dipendenze patologiche (SerD) e attività rivolte agli istituti penitenziari.
L’impegno dei professionisti coinvolti nel percorso delle epatiti virali punta a garantire prevenzione, accesso tempestivo alle cure e trattamenti efficaci, con l’obiettivo di ridurre le complicanze, evitare l’evoluzione verso la cirrosi epatica e contribuire all’eliminazione della malattia.



