AL VIA UFFICIALMENTE I LAVORI AL CASTELLO ESTENSE: FINE PREVISTA NEL 2030
La Provincia ha ufficialmente consegnato il cantiere per i lavori di riparazione, miglioramento strutturale post-sisma, rifunzionalizzazione degli spazi museali e restauro del Castello Estense al raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Lares – Lavori di Restauro Srl di Venezia. Il raggruppamento è composto da VF Costruzioni e Restauri Srl (San Felice sul Panaro, Modena), Lithos Srl (Venezia) e IMartini Srl (Magnacavallo, Mantova).
Inizia così il conto dei 1.460 giorni, ossia la durata prevista del cantiere, il cui termine è fissato al 31 luglio 2030.
Un investimento da oltre 11,6 milioni di euro, finanziati dal Ministero della Cultura, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia estense, per un’opera inserita nel Programma delle Opere Pubbliche post-sisma 2012 e nel Piano strategico Grandi Progetti Beni Culturali.
“Sotto il profilo logistico l’impostazione degli interventi è stata accuratamente pianificata dai tecnici per garantire la massima convivenza tra le lavorazioni e la naturale vocazione turistica del monumento simbolo di Ferrara”, ricorda il presidente della Provincia, Daniele Garuti.
“Il Castello Estense continuerà quindi a ospitare regolarmente le attività culturali programmate fino alla fine del 2026, mantenendo l’apertura al pubblico e tale coesistenza sarà possibile grazie a una rigorosa organizzazione, che isolerà le aree di cantiere dagli spazi assegnati al percorso museale, in uso al Comune di Ferrara, garantendo le condizioni di sicurezza e decoro”.
“Questo cantiere rappresenta un ciclo di lavori fra i più importanti messi in campo per il ripristino e la piena valorizzazione del monumento più visitato di Ferrara e annoverato nel patrimonio Unesco. Per questa ragione è con senso di responsabilità che fin dall’inizio abbiamo seguito con la massima attenzione ogni fase della procedura di gara e ora sarà nostro impegno condividere in modo trasparente con tutti i soggetti interessati il programma di lavorazioni particolarmente delicate e complesse con apposite iniziative di informazione”, conclude Garuti.



